Diamante-il re delle gemme

Il diamante è la pietra preziosa più apprezzata e la sostanza naturale più dura che si conosca. Ѐ formato da carbonio puro, inattaccabile dagli acidi e dalle basi. L’elevato indice di rifrazione e di dispersione gli conferisce un brillìo tipico e riflessi di grande bellezza. Il nome Diamante deriva dalla parola greca “adamas” che significa “indomabile” riferendosi alle sue caratteristiche nettamente superiori rispetto alle altre gemme.

Diamante varietà gemma con il suo particolare brillìo.
(Fonte foto: www.lookfordiagnosis.com)
Diamante grezzo.
(Fonte foto:
www.pietrepreziose.eu) 


La frattura risulta perfetta nelle facce dell’ottaedro, proprietà sfruttata per il taglio. Ѐ fortemente fluorescente alla luce ultravioletta, buon conduttore del calore e ottimo isolante termico.
Se puro, il diamante è incolore, mentre può assumere tinte delicate o forti secondo le sostanze in tracce che contiene. Le varietà limpide e colorate hanno prezzi favolosi.
Il taglio esalta le sue proprietà ottiche, in modo che il fenomeno della rifrazione totale avvenga al suo interno: esempio tipico e comune è il taglio a brillante che esalta le proprietà estetiche del minerale; meno pregiato, ma abbastanza comune, il taglio a rosetta.

Meno pregiati ma più comuni sono i diamanti industriali, noti come carbonado o bort, che vengono usati per la fabbricazione di trapani, seghe, abrasivi e levigatrici. Ѐ doveroso sottolineare che la maggior parte dei diamanti estratti, ben il 76%, viene impiegato a scopo industriale e solo il rimanente 23% è usato per realizzare di bellissimi gioielli. 

Il diamante si può trovare in giacimenti primari entro antichi camini vulcanici verticali a forma di imbuto (pipes in inglese) in particolari rocce magmatiche dette kimberliti, distribuite per chilometri attraverso la crosta terrestre, dal mantello superiore alla superficie, ad opera di antiche eruzioni vulcaniche. Inoltre i diamanti si trovano in giacimenti secondari, i quali possono essere depositi alluvionali ed eolici sciolti o cementati. Si sono costituiti quindi lungo valli scavate dalle acque, all'interno delle anse dei fiumi dove la corrente è più debole, in pianure desertiche dove i venti possono accumulare dune.

Esempio camino vulcanico (pipes) dove si estraggono i diamanti. 
(Fonte foto: www.segretsofthefed.com)
Estrazione del diamante in depositi alluvionali. 
(Fonte foto: diamantieoro.blogspot.com)

Il primo diamante sembra che sia stato scoperto in India, verso l’800 a.C. anche se era già conosciuto da Greci e Romani, non acquistò valore fino al Medioevo, quando furono messe a punto le tecniche di taglio. I diamanti antichi provengono principalmente dall’India, ma, con la scoperta dei giacimenti africani, prima il Ghana e poi il Sud Africa diventano i maggiori produttori (attualmente circa il 90%). Per moltissimo tempo, infatti, gli unici giacimenti conosciuti furono i giacimenti secondari dell’India e del Borneo. Poi nel 1725 vennero scoperti diamanti in ghiaie fluviali in Brasile e così divenne e rimase per 140 anni il più grande produttore di diamanti al mondo. Nel 1867 furono scoperte le miniere di diamante in Sud Africa accidentalmente dai bambini di un contadino boero che giocavano con la ghiaia di un fiume. Sempre in Sud Africa furono poi scoperti i diamanti anche in camini kimberlitici. Durante i successivi 100 anni vennero scoperti numerosi depositi di diamanti, sia alluvionali sia in giacimenti primari in una dozzina di Paesi africani, anche se il Sudafrica rimane il più grande produttore africano di diamanti. In anni più recenti molti diamanti provengono dalla Russia.  Nel 1995 la produzione mondiale di diamanti ammontò a 108 milioni di carati e la disponibilità è in aumento.


Distribuzione delle miniere di diamante nel mondo. 
(Fonte foto: digilander.libero.it)

Si calcola che metà della produzione annua sia rappresentata da scarti; un quarto presenta imperfezioni e manca di colore appropriato, anche se è sempre possibile il taglio; un quarto (quindi solo il 25% del totale) è costituito da pietre di 2 carati dalle quali, con il taglio, si ottengono brillanti di 1 carato. 

 

 

 

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