Rubino

SCHEDA TECNICA
Composizione chimica Al2O3
Sistema cristallino Trigonale
Durezza 9
Densità 3,9-4,1 g/cm³
Colore Rosso vivo
Lucentezza

adamantina- vitrea

Il Rubino è, insieme allo Zaffiro, una varietà colorata del minerale Corindone (formula chimica Al2O3). Il nome Rubino deriva dal latino “ruber”, rosso, indicando appunto solo la varietà rossa del Corindone, mentre tutte le altre di diverso colore vengono espresse come Zaffiri.

In antichità tutte le gemme rosse come il Rubino, il Granato e lo Spinello venivano considerati Rubini e venivano complessivamente chiamati con il termine di “Carbunculus” (carboncino in latino) per la loro somiglianza nel colore ai tizzoni di carboni ardenti quando esposte al sole.
Solo con i progressi della gemmologia nel XVIII secolo si è riuscito a distinguere le tre gemme rosse e a identificare molti “errori” in gioielli antichi.
Uno dei più famosi errori fu riscontrato nei gioielli della corona britannica, con il "Rubino del principe nero" e il "Rubino del Timur", entrambi riconosciuti ora come spinelli. 

"Falsi" Rubini in gioielli anitici. Il Rubino del principe nero (a sinistra) e il Rubino Timur (a destra) della corona britannica in realtà sono spinelli. (Fonte foto: lotusgemology.com).

Il rubino deve il suo colore rosso al cromo. Ne esistono diverse tonalità, ma la più pregiata e desiderabile è quella color “sangue di piccione” ossia rosso puro con una leggera tinta blu. Gli esperti chiamano il rubino di questa particolare sfumatura “Rubino Birmano” non perché la pietra sia necessariamente di origine Birmana, ma perché originariamente le famose gemme provenienti dalla Birmania (attualmente chiamata Myanmar) mostravano questo caratteristico colore. 

Il rubino ha un’eccellente durezza, 9 nella Scala di Mohs, seconda solo ai Diamanti. Per la considerevole durezza i rubini di scadente valore sono utilizzati nella tecnologia laser e in polveri abrasive per lucidare gemme più tenere. 

Rubino Birmano o "sangue di piccione"  (Fonte foto: www.vivicgems). 

I cristalli si presentano sotto forma di prismi a base esagonale e contengono, a volte, inclusioni minutissime d'altri minerali, come mica, ematite e rutilo. Tali inclusioni sono particolarmente importanti poiché permettono di distinguere le pietre naturali da quelle sintetiche. Le inclusioni di aghi di rutilo sono molto importanti perché causano gli effetti ottici chiamati “Asterismo” (effetto stella) e “Gatteggiamento” (effetto occhio di gatto) e sono responsabili della brillantezza setosa di alcuni rubini.  

Rubino grezzo in cristalli prismatici a base esagonale. (Fonte foto: iisalessandrini.it). Fenomeno Asterismo a causa di inclusioni di Rutilo. (Fonte foto: www.starruby.in). Rubino con aspetto "setoso" a causa di aghetti di Rutilo inclusi. (Fonte foto: buygemstone.info).

 

Fin dall'antichità la maggior estrazione di rubini proveniva dai depositi alluvionali del Myanmar, nuova denominazione della Birmania, dal Vietnam e dallo Sri Lanka. Ogni provenienza ha una sfumatura di rosso caratteristica. Nel Myanmar, oltre a Mogok che è una delle più ricche concentrazioni di giacimenti di rubini di colore “sangue di piccione” al mondo, il Rubino viene estratto anche a Möng Hsu, nella Birmania nord orientale. I rubini di Möng Hsu presentano due colori: un cuore viola nerastro e un bordo rosso brillante. Solo quando si scoprì che con il trattamento a caldo, il cuore scuro scompariva, e rimaneva soltanto il rosso intenso, i Rubini di Mong Hsu poterono entrare nel mercato dei gioielli.
I rubini del Vietnam mostrano generalmente una sfumatura leggermente purpurea mentre i Rubini dello Sri Lanka sono principalmente rosso chiaro, come il lampone maturo. I rubini della Tailandia, altra fornitrice classica di Rubini, sono spesso di un rosso scuro tendente al marrone. Altre fonti del Rubino  sono Afghanistan, Cambogia, Cina, India, Kenya, Madagascar, Mozambico, Pakistan, e Tanzania.

Rubino proveniente da Möng Hsu. (Fonte foto: www.olahegge.com).  Rubino proveniente dal Vietnam.
(Fonte foto: 
www.rubysapphiregemstone.com). 
Rubino proveniente dallo Sri Lanka.
(Fonte foto:
gemstones.padmabazaar.com
).
Rubino proveniente dalla Thailandia. (Fonte foto: etanzanite.com).

Proprio per il suo colore vivido, il rubino è sempre stato protagonista di miti e leggende: gli antichi indiani identificavano il Rubino come la pietra del sole e credevano che possedesse un fuoco continuo interno che avrebbe forza, energia e vitalità. Nel Medio Evo si credeva avesse poteri divinatori e che il suo colore si oscurasse in vista di disgrazie.

 

 I Birmani ritenevano che il Rubino potesse conferire invulnerabilità, e veniva usato quindi come talismano contro le malattie, la cattiva sorte e le ferite anche dai soldati durante le battaglie.

Il più grande rubino tagliato che si conosca al mondo, è incastonato nella corona di San Venceslao, ora conservata a Praga. Questa corona contiene 45 pietre rosse, 44 spinelli e un rubino al centro di forma irregolare, che pesa ben 250 carati.

 

 

Rubino della corona di San Venceslao. (Fonte foto: ferrebeekeeper.wordpress.com).

 
 

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L'ESERCITO DI TERRACOTTA (ITA)

“Victorious warriors
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while defeated warriors
go to war first
and then seek to win”

Sun Zu

L'esercito di terracotta
 
 
“I guerrieri vittoriosi
prima vincono
e poi vanno in guerra,
mentre i guerrieri sconfitti
prima vanno in guerra
e poi cercano di vincere”

Sun Zu