Storia

L’arte di incidere le pietre, detta anche glittografia, nacque in Grecia, dove la tecnica del taglio delle pietre raggiunse livelli di perfezione elevati. In seguito i Romani hanno ereditato dai Greci l’arte del taglio, poiché i più grandi gioiellieri dell’Impero Romano erano greci che avevano aperto dei laboratori artigianali. Dopo la caduta dell’Impero Romano l’arte del taglio delle pietre si trasferì a Bisanzio.

Nel medioevo in tutta Europa le pietre preziose divennero appannaggio della nobiltà, sovrani e clero. La lavorazione delle pietre era molto rudimentale, ma le pietre non venivano utilizzate grezze; venivano asportate le parti difettose per rendere migliore il loro aspetto. Anche in questo periodo nascono curiose credenze circa le virtù magiche delle gemme. Re Giovani di Inghilterra usava portare con sé una turchese in grado di cambiare colore in presenza di veleni. 

Esempio di un amuleto egiziano con 14 amuleti composti di ametista, lapislazuli, 
steatite, maiolica, corniola e cristallo di rocca. (Fonte foto: www.jewelsdujour.com).

Lo smeraldo era ritenuto simbolo di verginità: la sua rottura era considerato segno di verginità infranta. Si narra del re di Ungheria che dopo la sua prima notte di nozze vide il suo magnifico smeraldo che portava al dito, frantumarsi in 3 pezzi. 

Nacque la litoterapia per cui si credeva che le gemme fossero dotate di poteri magici e che dovessero essere indossate o peggio ingerite. Il diamante era considerato un potente veleno, oggi riteniamo non tanto per la sua composizione, quanto per il duro lavoro a cui era sottoposto l’intestino di chi li mangiava. Lo smeraldo allontanava la dissenteria e la peste. Inoltre posta sul ventre di una donna gravida ne ritardava il parto, mentre lo accelerava se era poggiata su una coscia.

A partire dal XII secolo fino al XIV, l’Europa conobbe un grande sviluppo artistico, che coinvolse anche il campo delle gemme. In particolar modo nascono in Francia delle corporazioni di artisti il cui scopo è quello di realizzare nuovi modelli e di preservare quelli antichi. Il commercio di pietre diviene fiorente soprattutto in tutte quelle città che si trovavano nelle vie commerciali tra l’Oriente e l’Europa.

Tra il XV ed il XVI secolo si ebbe uno sviluppo ancora più considerevole dell’arte della gioielleria: l’Italia e in particolar modo Venezia, Roma, Napoli e Firenze divennero dei centri molto importanti, poiché dopo la presa di Costantinopoli da parte dei Turchi, i suoi artisti emigrarono in Italia diffondendo le loro tecniche. Tra tutti i 3 più importanti tagliatori di gemme nel rinascimento erano Giovanni delle Corniole, Pietro Maria Serbaldi e Giacomo Tagliacarne. 

Le materie più utilizzate erano l’ambra del Baltico, con le quali producevano bellissimi vasi con figure in rilievo, e molte silicee. Solo nel XVII secolo si diede al diamante l’importanza maggiore tra le altre pietre preziose.

Giacomo Tagliacarne. (Fonte foto: www.allaboutgemstones.com).

Il diamante, fino ad allora tagliato a rosa a causa della sua estrema durezza, crebbe di importanza, soprattutto grazie alle nuove tecniche di lavorazione che sfociarono nel taglio brillante suggerito da un grande intenditore ed amatore di pietre preziose qual’era il Cardinale Mazzarino.Cresce l’uso delle gemme presso il clero e i nobili e ciò favorisce l’aumento delle imitazioni in vetro a causa della difficoltà di reperirne una grossa quantità. Nella seconda metà del XVIII secolo per rispondere all’aumento della richiesta di gemme, il cui uso ora si estendeva alla borghesia, si dovette ricorrere a nuovi giacimenti e a nuove specie di pietre preziose che non erano state ancora utilizzate fino ad allora.

Alla fine del XIX e all’inizio del XX secolo ci fu una disastrosa anche se breve caduta dell’interesse per le gemme, diventate troppo costose, dovuta al fatto che si riuscì ad ottenere pietre artificiali con prezzi molto più abbordabili. Il fenomeno fu solo provvisorio in quanto si ritornò presto a preferire le pietre preziose vere anche se più costose, rispetto alle sintetiche meno pregiate.

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L'ESERCITO DI TERRACOTTA (ITA)

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L'esercito di terracotta
 
 
“I guerrieri vittoriosi
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mentre i guerrieri sconfitti
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