Onice

Il mito sulla nascita dell'onice coinvolge una personalità tra le più celebri sul Monte Olimpo: 
Eros, il dio dell'amore.
Figura importantissima, tanto che in alcune versioni viene considerato addirittura una divinità primordiale, nato direttamente dal Caos, o dall'unione del Cielo e della Terra. Rappresentava la forza inarrestabile che spinge gli esseri umani ad unirsi, personificazione di indissolubili legami amorosi e/o d'amicizia. Atteniamoci però alla versione che vede il nostro pargoletto alato figlio di Afrodite ed Ares, o Afrodite ed Ermes (si sa, solo la madre è sempre certa). 
 
La Gemma Augustea, splendido cammeo intagliato in un'onice nero, conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna. (fonte foto: it.wikipedia.org)
 
Appena nato, Afrodite lo portò a far vedere a Zeus:
"Guarda che carino mio figlio! Da grande farà il dio dell'amore!" disse lei;
"Scusa, in che senso dio dell'amore?" replicò Zeus;
"Ma come, non conosci la sigla di Pollon??"
 
Eros è il mio grande amico, porta sempre il buonumore,
è simpatico e ti dico che comanda lui l'amore,
e lo fa con frecce d'oro con cui poi lui centra i cuori,
ed i cuori di costoro troveranno grandi amoriiiiii.
 
 
"Ah" disse Zeus "Cioè questo qui se ne andrà in giro a sparare frecce alla gente facendola innamorare?";
"Si, e il legame creato sarà indissolubile! Neanche gli dèi potranno resistere..."
Zeus allora si alterò un pochino: "No no no oh, che siamo matti? Metti che sbaglia mira e colpisce prima me e poi una cozza tremenda...io sono abituato a standard molto alti. Vabbè che l'amore è cieco ma così si esagera! No senti fai una cosa, per il bene di tutti, fallo sparire..."
Così, a malincuore Afrodite portò il piccolo Eros in una foresta buia, ma poi si impietosì: "Scappa figlio mio! Ingannerò Zeus portandogli il cuore di un cinghiale, quel trucco funziona sempre..."
Eros così si salvò e divenne il dio dell'amore. Tuttavia nutrì sempre un più che ragionevole risentimento nei confronti delle altre divinità, tanto che spesso si divertì a far loro degli scherzi.
Il più famoso di tutti fu quello che viene raccontato nel mito di Apollo e Dafne.
 
L'Apollo e Dafne del Bernini (Roma, Galleria Borghese). Com'era già successo con la storia di Ametista e Dioniso, alla fine sono sempre le ninfe che ci rimettono...mai chiedere aiuto a Zeus! (fonte foto: www.geometriefluide.com)
 
Apollo, Il dio del sole, incontrando Eros mentre era intento a forgiarsi un nuovo arco, si era vantato di aver ucciso con una freccia un enorme pitone alla tenera età di quattro giorni QUATTRO. Secondo lui Eros non sarebbe mai stato capace di una simile impresa. Il dio dell'amore incassò, covando però una tremenda vendetta. Prese una freccia e la scoccò contro Apollo, poi ne prese una spuntata e la scoccò contro la bella ninfa Dafne che, poverina, passava di lì per caso. Così facendo condannò il dio ad innamorarsi perdutamente della fanciulla, mentre costei lo avrebbe sempre respinto con tutte le sue forze. Apollo ci rimase male, anche perché era un gran bel pezzo di figliuolo e non era abituato a veder cadere così le sue avances. Iniziò quindi una pressante azione di stalking, fino a che Dafne non sopportandolo più, pregò gli dèi affinché la aiutassero. Zeus ascoltò la supplica della giovane e per salvarla decise di...trasformarla in un albero. Mentre le sue braccia diventavano rami e i suoi capelli fronde, la ninfa pensò che forse Zeus avrebbe anche potuto mandare una bella doccia gelata per raffreddare i bollenti spiriti del dio del sole, ma tant'è, dovette accettare la sua nuova condizione. Apollo decise che da quel giorno quella pianta, l'alloro, sarebbe divenuta un simbolo di gloria e posta come corona sul capo di uomini virtuosi (o anche usata per insaporire la carne). Quella notte, si ritrovò nel letto una testa di serpente ed un biglietto con scritto "Scusa, non ho trovato un enorme pitone". 
In ogni caso Eros non ci andava giù sempre così pesante, ogni tanto si limitava a dei fastidiosi dispetti. 
Pare che una volta, colta Afrodite nel sonno, le tagliò le unghie e le gettò giù dall'Olimpo...si lo so che non sembra un granché come scherzo, ma considerate due cose: primo, Afrodite si era appena fatta una costosissima manicure; secondo, non era assolutamente tollerato che una qualunque parte del corpo di un dio andasse buttata così. Non era assolutamente tollerabile che un umano, trovandone una per terra, potesse esclamare "che schifo" come se fosse un'unghia qualunque! Gli olimpici si scervellarono per trovare una soluzione, mentre Eros si godeva il caos da lui creato. Alla fine con un colpo di genio, le Parche (le tre divinità che gestivano il ciclo della vita di uomini e dèi) trasformarono le unghie di Afrodite in gemme, così da renderle delle preziosissime reliquie divine. Eh si, proprio il nostro onice. 
Che poi detto tra noi, data la colorazione tipicamente nera della pietra, o Afrodite era una dark, oppure si era pestata tutte le dita cercando di appendere un quadro.
 

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The terra-cotta army

L'ESERCITO DI TERRACOTTA (ITA)

“Victorious warriors
win first
and then go to war,
while defeated warriors
go to war first
and then seek to win”

Sun Zu

L'esercito di terracotta
 
 
“I guerrieri vittoriosi
prima vincono
e poi vanno in guerra,
mentre i guerrieri sconfitti
prima vanno in guerra
e poi cercano di vincere”

Sun Zu