Ambra

Ma veniamo a noi, e presentiamo i protagonisti del mito che sta dietro la nascita dell’ambra.
Per i Greci non è stato difficile dare una spiegazione circa l’esistenza del Sole e della Luna: i due astri sono infatti stati personificati da due divinità, Elios e sua sorella Selene. Figli dei titani Iperione e Teia, assieme anche all’altra sorella Eos (l’aurora), questi personaggi illuminavano i giorni e rischiaravano le notti. E lo facevano percorrendo tutta la volta celeste alla guida di un carro volante (e direi che per un’articolo scritto a Dicembre, siamo perfettamente in tema).
Tutti i giorni Elios metteva la sveglia alle tre, preparava i quattro cavalli alati Eòo, Etone, Flegone e Piroide, e poi partiva. Lavorava letteralmente dall’alba al tramonto, soprattutto perché lui ERA l’alba e il tramonto. Aveva molti figli, tra i quali per esempio la celebre maga Circe dell’Odissea, ma soprattutto aveva un figlio, che è il grande protagonista della nostra storia: Fetonte.
 
 
Goccia di ambra fossile, con una sfortunatissima formica all'interno. Le inclusioni tuttavia aumentano di molto il valore commerciale della pietra. (fonte foto: it.wikipedia.org)
Portatore di un nome un po’ così così, che gli creò non pochi problemi soprattutto a scuola, con scene del tipo:
“Come ti chiami?” “Fetonte.” “Fetente??” “No no no, con la O!!!” “Ah, ‘o fetente?” perché i ragazzini quando ci si mettono possono essere tanto cattivi. Il povero Fetonte, per cercare di integrarsi con i suoi coetanei, raccontò loro chi era il padre e cosa faceva. Ovviamente fu immediatamente tacciato di essere un bugiardo. Lui insisteva “Mio padre è il Sole, l’occhio del mondo che tutto vede!”, ma i bulli rispondevano “Si, è arrivato il figlio di Sauron…dove hai lasciato l’unico anello??”; l’unico amico vero che aveva era un certo Cicno, il quale gli suggerì di persuadere il padre affinchè gli lasciasse guidare per una volta il carro, così da mostrare a tutti che diceva il vero. Fetonte provò a tirare fuori l’argomento, ma ovviamente il padre Elios troncò il discorso con una perentorio “NO.”. Fetonte però non si dette per vinto, e una notte si introdusse furtivamente nell’autorimessa, salì sul carro e decollò…
 
Tutti gli dèi furono svegliati da quell’alba insolita. Atena strofinandosi gli occhi e trattenendo uno sbadiglio disse “Ragazzi, ma è normale che il Sole corra così tanto, e soprattutto a zig-zag???” Fetonte infatti era, per usare un eufemismo, poco pratico di carri volanti, e stava combinando un disastro! Tutti gli dèi ormai riuniti sul Monte Olimpo stavano a guardare quella palla di fuoco impazzita che sfrecciava nel cielo. Apollo esclamò “Oh, ma quanto ha bevuto Elios stanotte??”, “Veramente io sono qui” rispose Elios lì affianco, per poi urlare all’indirizzo del figlio “Fetò Fetooooò rallenta per l’amor d’izzeus! E scendi che stai salendo troppo!!”. Il carro impazzito di Fetonte infatti si impennò e appiccò il fuoco ad una vasta porzione di cielo, che oggi noi chiamiamo Via Lattea; il ragazzo allora provò a correggere la rotta e andò giù in picchiata verso la verde e rigogliosa regione della Libia, bruciandola e rendendola il deserto che è oggi. Ormai il Sole era totalmente fuori controllo, gli dèi assembrati sull’Olimpo già facevano scommesse sul punto in cui si sarebbe schiantato, quando sbucò dal nulla Zeus che prendendo la rincorsa e al grido di “Ghe pensi mi!”, sparò un fulmine che colpì in pieno Fetonte, incenerendo all’istante lui, il carro e i cavalli. “Ops.” Disse Zeus, mentre i miseri resti si inabissavano nel fiume Eridano. Poi, mettendo una mano sulla spalla di un attonito Elios aggiunse “Vabbè dai, il carro te lo ripago io eh!”.
 
La statua perduta del Colosso di Rodi, una delle sette meraviglie del mondo antico, rappresentava proprio il dio Sole, Elios. (fonte foto: ancientworldwonder.blogspot.it)
 
Il povero Cicno, il migliore amico di Fetonte, iniziò a piangere ininterrottamente per giorni e giorni. Era proprio inconsolabile, le sorelle avevano provato a tirarlo su in tutti i modi ma non c’era stato niente da fare, quando all’improvviso, sbucò dal nulla Zeus che al grido di “Ghe pensi mi!” tramutò Cicno in un bellissimo cigno. “E come dovrebbe aiutarlo questo?” chiesero perplesse le sorelle; Zeus ci pensò su un attimo, poi prese il cigno, lo fece roteare un po’ tipo lazo, e lo fiondò verso il cielo, dove diventò la grande costellazione del Cigno, che nelle notti d'estate spiega le sue ali nella Via Lattea. Poi il padre degli dèi se ne andò, lasciando le sorelle di Cicno ancora più perplesse.
Se Cicno aveva reagito così, figuriamoci le sorelle di Fetonte. Un pianto greco proprio. Ma ecco che dal nulla sbucò di nuovo il solito Zeus (mai una volta che si facesse gli affari suoi) e tramutò seduta stante le sorelle di Fetonte in alberi, pioppi a quanto pare. Anche così però, rimanevano inconsolabili (sfido chiunque a trovare consolazione nell’essere tramutati in un pioppo) e continuavano a piangere…piangevano, piangevano, solo che ovviamente, in quanto vegetali, piangevano resina. Zeus, colpito, decise di onorare ed impreziosire il dolore di quelle fanciulle, e così trasformò quelle lacrime di resina in splendide gemme di ambra. 
Perciò da adesso in poi, ogni volta che vi ritroverete ad ammirare un gioiello di ambra, pensate al sacrificio di Fetonte, e pensate che tutto ciò probabilmente non sarebbe successo se i suoi genitori avessero deciso di dargli un nome più decente!
 
 
 

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L'ESERCITO DI TERRACOTTA (ITA)

“Victorious warriors
win first
and then go to war,
while defeated warriors
go to war first
and then seek to win”

Sun Zu

L'esercito di terracotta
 
 
“I guerrieri vittoriosi
prima vincono
e poi vanno in guerra,
mentre i guerrieri sconfitti
prima vanno in guerra
e poi cercano di vincere”

Sun Zu