Circeo

Il promontorio del Circeo. Visto dal mare, sembra proprio un'isola. (fonte foto: it.wikipedia.org)

Circe dai bei capelli, come la descrive Omero nell'Odissea, era una delle figlie del dio del Sole Elios (e quindi sorella del povero Fetonte di cui abbiamo parlato la volta scorsa). Viveva in una splendida casa immersa nel bosco e circondata dagli animali.
La vicenda forse più famosa della vita di Circe è quella narrata, appunto, nel poema omerico dell'Odissea, e si lega a doppio filo con quella dell'eroe Ulisse (che in realtà per coerenza dovrei chiamare Odìsseo, ma avrei il timore di apparire troppo nerd); portato sul grande schermo svariate volte, in ultimo da Sean Bean nel 2004 (probabilmente nell'unico film in cui il personaggio che interpreta non muore) con il colossal "Troy", che narrava della vittoriosa guerra dei Greci contro i Troiani. Dopo aver risolto il conflitto in prima persona con la genialata del "cavallo di Troia" (tattica militare che però allora si chiamava semplicemente "proviamo a fare la cosa che ha detto Ulisse e vediamo se quelli ci cascano"), il nostro eroe era in procinto di partire con le sue dodici navi per tornare a casa sull'isola di Itaca. Il suo viaggio sarebbe dovuto durare qualche mese, purtroppo però nessuno degli uomini conosceva bene la strada, e poiché è cosa nota che gli uomini giammai si fermano a chiedere indicazioni, alla fine il viaggio durò 20 anni. In una delle molte e pericolose tappe, Ulisse perse praticamente tutta la flotta in un'imboscata presso l'isola dei giganti Lestrigoni; gli restò soltanto la sua nave con una quarantina di superstiti a bordo, e con essa approdò sulle coste dell'isola di Circe. A questo punto, mentre gli uomini riposavano, lui si arrampicò su di una roccia e vide in lontananza del fumo levarsi dal bosco. Tornò alla nave e disse: 
"Uomini, bisogna che qualcuno vada in perlustrazione" e gli uomini in coro risposero "Ma tutte le volte che mandi qualcuno di noi in perlustrazione capita sempre qualche tragedia...scusa non puoi andare tu, che tanto sei il protagonista e si sa che non muori??" ma Ulisse replicò "Silenzio, io sono il vostro re!", e il compagno Euriloco "E perchè devi esse tu lo re? Perchè nun posso esse io lo re? Eh??"; così Euriloco sfidò Ulisse a zampone di ferro, ma perse e dovette quindi incamminarsi con venti uomini verso quella casa nel bosco...
Giunti che furono sulla soglia della dimora, sentirono profumi di buon cibo e udirono il dolce canto di una donna che li invitava ad entrare. Euriloco disse "Mmm questa storia mi puzza, sembra un classico da film horror, o da favola dei fratelli Grimm. Forse sarebbe meglio tornare indie..." ma gli altri uomini, che non toccavano del buon cibo caldo (nè una donna) da mesi, erano già dentro che si abbuffavano e bevevano a volontà. La bella Circe era lì in piedi che distribuiva a tutti coppe di vino mescolato a formaggio, miele e farina d'orzo (è così, leggetevi l'Odissea...), e quelli trangugiavano 'sta schifezza senza fare una piega. Circe, visibilmente infastidita, esclamò "Siete proprio dei maiali!!" poi ci pensò su un attimo e disse "Ah già, perchè no." e trasformò tutti in grassi maialotti. 
Il tattico Euriloco, che era rimasto fuori a aveva visto tutta la scena, si scapicollò di corsa per tornare da Ulisse ed avvisarlo. L'eroe, quando vide tornare Euriloco con una faccia della serie "io te l'avevo detto", prese con sè il resto dell'equipaggio e si incamminò nel bosco deciso a liberare tutti. 
Mentre erano in marcia cantando "Perchè seguite me? - Perchè tu sì lo re!", gli si palesò il dio Ermes, con l'aspetto di un bel giovine, che li mise in guardia circa le intenzioni della Maga:
"Ulisse, stai attento, ella proverà a trasformare anche voi in animali. Ecco, prendi quest'erba miracolosa, mettila nel vino che lei ti offrirà, così da essere immune al suo incantesimo. Dopodichè minacciala con la tua spada e lei farà tornare di nuovo umani i tuoi amici. Fatto ciò, resta su quest'isola per un anno intero.", e Ulisse "Che? Un anno?? Ma siamo matti? No no, io torno indietro e chi s'è visto s'è vi...", Ermes aggiunse "Lei sarà la tua amante" e Ulisse "UOMINI, IN MARCIA!"
 
Così Ulisse fece liberare i suoi dall'incantesimo e passò il restante anno con Circe. Ovviamente però, siccome il poema non poteva terminare così, passato quel tempo decise di ripartire alla volta di Itaca. Salutò Circe, che gli indicò la tappa successiva del suo viaggio: "Devi recarti nell'Ade" (traduzione: sei stato a casa mia per un anno, ho sfamato te ed i tuoi quaranta uomini, e ora ti svegli e mi dici che hai una moglie e un figlio che ti aspettano e devi ripartire? Ma va all'Inferno!). Prima di lasciare l'abitazione, Ulisse parlò al suo equipaggio "Uomini è ora di ripartire. Alla fine dei conti siamo stati bene e, soprattutto, nessuno di importante si è fatto male!" mentre diceva questo il giovane Elpenore, gonfio di vino come una zampogna, cadde giù dalle scale e si spezzò il collo, "Appunto. Nessuno di importante...".
Il resto del poema è noto: Ulisse torna a casa, ammazza i pretendenti alla mano di sua moglie, riprende il trono e vissero tutti felici e contenti. In realtà l'Odissea non dice come morì Ulisse...c'è infatti una parte del racconto poco nota, descritta nel poema perduto della Telegonia.  
Nel suo anno sabbatico a casa di Circe infatti, Ulisse le aveva dato un figlio, Telegono. Divenuto adulto, questi ottenne dalla madre di sapere il nome e l'indirizzo di suo padre. Telegono partì alla volta di Itaca, ma sbagliò rotta (era davvero il figlio di Ulisse!) e quando alla fine vi approdò non la riconobbe, e pensando si trattasse di u'altra isola, non sapendo come ammazzare il tempo, decise di saccheggiarla e invece del tempo, di ammazzare il re.
 
Circe mentre offre la coppa di vino "corretto" ad Ulisse. Certo che doveva proprio essere un gran bel pezzo di f...fattucchiera. Di fattucchiera. (fonte foto: it.wikipedia.org)
 
Solo che il re che aveva appena ammazzato era Ulisse, suo padre. Quando Ermes lo informò, il giovane Telegono ci rimase abbastanza male, si presentò alla matrigna Penelope e al fratellastro Telemaco spiegando il leggero misunderstanding, e con loro partì per seppellire il corpo di Ulisse proprio sull'isola di Circe, il Circeo.
Già, l' ISOLA di Circe, il Circeo. Ma come, il Circeo non è un promontorio?? Si infatti, il Circeo non è un'isola, perlomeno non lo è più. Quello che oggi è il promontorio, legato alla terraferma dalle dune del litorale laziale, fino a circa 200 mila anni fa era un'isolotto poco al largo della costa; la nascita dell'antico Vulcano Laziale (oggi la zona dei laghi e dei castelli romani) modificò le correnti marine, e iniziò così la lenta deposizione della sabbia sul fondale, sabbia che poi emerse a formare le "dune antiche" di Sabaudia, e che riempì tutta quella che oggi è la pianura pontina.

 

Evidentemente Omero lo sapeva, e questo fa di lui il più antico geologo che si conosca.

 

 

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“Victorious warriors
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while defeated warriors
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L'esercito di terracotta
 
 
“I guerrieri vittoriosi
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mentre i guerrieri sconfitti
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