Granato

Più che di un minerale, per il granato è più corretto parlare di una famiglia di minerali. Si tratta di neso-silicati che cristallizzano nel sistema cubico, molto spesso in individui ben formati e di dimensioni apprezzabili. Ne esistono molte varietà, che si differenziano in base all'elemento chimico dominante (Al, Fe3+, Fe2+, Mg, Mn, Ca, Cr). I granati sono molto apprezzati in gemmologia proprio perchè ne esistono di tutti i colori: rosso, rosa, arancione, giallo, verde, con varie gradazioni e con diversi gradi di trasparenza. Il nome ci rimanda a quello di un frutto, il melograno (i cui chicchi sembrano proprio delle piccole gemme della varietà piropo...), e a questo frutto è collegato il mito greco che sta dietro la pietra: il ratto di Proserpina

A sinistra, piccoli cristalli levigati di piropo, a destra un bel melograno maturo. Trovate le dieci piccole differenze...(fonte foto: wildnaiada.wordpress.com e benessere.unita.it)

Il ratto di Proserpina era un gigantesco roditore che viveva nelle fogne della città di Proserpina, in provincia di Enna (Sicilia). No. No scherzo. Facciamo i seri (per quanto la serietà sia ben lungi da codesta rubrica) e raccontiamo la storia per bene. In realtà questo mito si svolge davvero in provincia di Enna, più precisamente sulle rive del lago Pergusa, dove una bella fanciulla era intenta a cogliere dei fiori profumati. Il nome della giovine era Proserpina, secondo i latini, o come la chiameremo da adesso in poi seguendo la tradizione greca, Persefone. Era una ragazza di stirpe reale e divina, figlia del nostro Zeus e di una delle sue sorelle, la dea Demetra. Vale la pena spendere qualche parola per inquadrare meglio quest'ultima divinità: Demetra era la dea del grano e dell'agricoltura, e più in generale era il simbolo della fertilità della terra che sfama con i suoi frutti tutti gli esseri viventi, compresi gli esseri umani; insomma, mica pizza e fichi.

Torniamo alla nostra bella Persefone che sta innocentemente raccogliendo fiori in riva al lago, quando all'improvviso la terra inizia a tremare, il cielo si oscura ed una voragine si apre dal suolo emanando fumi sulfurei...no, non sta eruttando un vulcano, per capire cosa sta succedendo dobbiamo aprire un piccolo flashback:

Vi ricordate quando abbiamo parlato della Titanomachìa, della lotta di Zeus e degli dèi per prendere possesso dell'Olimpo? Bene, dopo la vittoria il dio dei fulmini si sedette attorno ad un tavolo con i suoi due fratelli maschi, Ade e Poseidone, per discutere come avrebbero spartito fra loro il mondo appena conquistato. Poseidone non li fece neanche parlare ed esclamò: "Il mare è mio! Addio schiappe!" e si tuffò a candela dal Monte Olimpo lasciando gli altri due a vedersela tra loro. Zeus disse ad Ade: "Allora io mi prendo l'Europa, l'Africa e un terzo continente a mia scelta...e voglio pure la Kamchatka.", ma Ade che non era d'accordo replicò: "Eh no non è giusto. Giochiamocela a carte!" e Zeus: "Mmmh no. Tu bari...perchè non ce la giochiamo a braccio di ferro?", ma Ade disse: "Eh no, sei troppo forte per me. Senti, giochiamocela a birra e salsicce: una birra e una salsiccia, una birra e una salsiccia...il primo di noi che scoppia paga il conto e perde la Terra." (per chi non avesse colto la citazione, no dai, sinceramente, che mondo sarebbe senza i film di Bud Spencer e Terence Hill?). Purtroppo per Ade, Zeus era un mangiatore da competizione e si era visto tutte le puntate di Man vs Food, risultato: Zeus vinse il dominio su tutte le terre emerse ed al povero Ade non restò che governare sull'Oltretomba.

Detto in parole povere però, Ade rosicava parecchio per la cosa. Così decise di fare un dispetto al fratello e di rapirgli una delle sue figlie predilette...avete capito adesso, chi sta per uscire da una voragine nel terreno per prendere con la forza la giovane Persefone? Proprio così, in men che non si dica Ade la caricò sul suo carro e così com'era apparso, si fece inghiottire dal terreno e scomparve, portando la ragazza con sè nella sua reggia dell'Altro Mondo.

Il "Ratto di Proserpina", gruppo scultoreo del Bernini esposto nella Galleria Borghese di Roma. Notare in basso a destra un cammeo del mitico Cerbero. E poi non vorrei dire, ma Ade ne approfitta per toccare eh. (fonte foto: webpage.pace.edu)

Quella sera, vedendo che la figlia non rientrava a casa, Demetra iniziò a preoccuparsi e a fare domande in giro. Ma nessuno sembrava aver assistito al misfatto. La dea, frustrata e disperata, arrivò a minacciare lo sciopero della fame pur di avere notizie; poi ci pensò su un attimo e disse: "Anzi, sapete che c'è? Visto che sono la dea che dispensa i frutti della terra, ora lo sciopero della fame lo fate voi!" e così il terreno cessò all'istante di produrre e gli uomini morivano di fame. Zeus per risolvere la situazione si spremette le meningi e alla fine consigliò alla sorella di chiedere ad un dio, un dio che sicuramente aveva visto tutto: Elios!

Ne avevamo già parlato, Elios portava a spasso il Sole nel cielo diurno col suo carro volante, quindi per forza doveva aver visto l'accaduto. Demetra andò a trovarlo, ma Elios era riluttante a confessare: "Sai Demetra, la gente pensa che siccome io vedo tutto poi debba anche dire tutto, ma non sarebbe giusto no? Sarebbe una clamorosa violazione della privacy, io non la voglio questa responsabilità, mi faccio i fatti miei. Anche se di cose ne ho viste e anche parecchie, di tutti i colori, ma non parlo sono muto come un pesce, non sia mai che poi si dica che Elios è un vecchio pettegolo eh...cioè, per dire, ma...a me no? Dico a me, ma che mi frega di dirti che Ade è sbucato da sottoterra col suo carro infernale e ha rapito tua figlia mentre stava cogliendo fiori sulla riva del lago?...che poi secondo me, lei ci stava pure.". Demetra, dopo aver lasciato l'impronta di una bella cinquina sulla faccia di Elios, corse da Zeus a raccontargli tutto pregandolo di recarsi negli Inferi a mediare col fratello il rilascio di Persefone.

La quale Persefone nel frattempo, non è che fosse proprio dispiaciuta della sua nuova situazione (forse il povero Elios aveva ragione. Si sa, a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca), infatti Ade l'aveva resa sua consorte, ed ella sedeva al suo fianco come vice-presidente dell'Aldilà.

Quando Zeus arrivò, la pregò di tornare a casa e pregò il fratello di lasciarla andare, perchè la situazione di sopra stava diventando critica. Persefone, appreso che Demetra stava di fatto uccidendo il pianeta, decise per il bene comune di lasciare il neo marito Ade e di tornare a casa. Ade disse: "Va bene, capisco. Hai ragione devi andare. Prima però mangia almeno qualcosa, sei bianca come un morto, e credimi, io me ne intendo." Persefone si avvicinò ad una tavola imbandita con ogni tipo di frutto fresco, scelse un melograno dai chicchi lucenti e rossi come rubini (anzi, come granati, giustamente), lo sgranò e ne portò una manciata alla bocca. Zeus, colto da un terribile sospetto, si lanciò verso di lei al rallentatore gridando "nnnnnuuuUUUUOOOOOOOOOOO", ma siccome era al rallentatore, ora che raggiunse Persefone, questa aveva già fatto in tempo a mangiare sei chicchi. "HA-HA!" esclamò di giubilo Ade "Ognuno di quei chicchi ha il potere di tenerti qui nel mio regno per un mese all'anno! Quindi dovrai restare qui per sei mesi in tutto!", Persefone disse "Ma ti pare?? Potevi almeno mettere un cartellino, come si fa per le fave fresche al supermercato!!", ma ormai il danno era fatto. Zeus tuonò (quanto ci sta bene l'espressione "Zeus tuonò"?): "E va bene. Allora sia. Stabilisco che Persefone dimori per sei mesi all'anno nel regno degli Inferi con Ade, e per i restanti sei mesi in superficie con sua madre Demetra. HO DETTO." e sparì in una nuvola di fumo.

Da allora in poi, la terra sarebbe stata rigogliosa e produttiva per due stagioni all'anno, mentre nelle altre due sarebbe rimasta fredda e sterile, come il cuore di una madre quando sua figlia è lontana.

 

E per fortuna che Persefone non ha scelto un cocomero.

 

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L'ESERCITO DI TERRACOTTA (ITA)

“Victorious warriors
win first
and then go to war,
while defeated warriors
go to war first
and then seek to win”

Sun Zu

L'esercito di terracotta
 
 
“I guerrieri vittoriosi
prima vincono
e poi vanno in guerra,
mentre i guerrieri sconfitti
prima vanno in guerra
e poi cercano di vincere”

Sun Zu