Rame

Il rame è probabilmente il metallo che l'umanità utilizza da più tempo, infatti ne esistono manufatti che risalgono a più di diecimila anni fa.

In natura è un elemento molto abbondante, dato che si può rinvenire sotto forma di rame nativo, ma anche in composti come i solfuri (calcopirite, covellite), ossidi (cuprite), carbonati (azzurrite, malachite) e silicati (dioptasio). Quando si ossida acquista un tipico colore verde, che trasmette anche ad alcuni minerali sopra elencati; in particolare il dioptasio, quando i suoi cristalli sono trasparenti e ben formati, trova un utilizzo anche in campo gemmologico.

E' stato un metallo talmente importante per la storia dell'uomo, da meritarsi addirittura una sua personale età: l'età del bronzo, dal 3500 al 1200 a.C. circa. Infatti il rame, unito allo stagno, dà vita a questa lega utilizzata per la costruzione di oggetti, armi, armature, statue e, secondo la storia di oggi, giganteschi robot senzienti posti a guardia di un impero.

Ecco il mito di Talos, il gigante di bronzo.

Rame nativo (a sinistra) e Dioptasio (a destra), un ciclosilicato molto apprezzato tra i collezionisti e i gemmologi. (fonte: it.wikipedia.org)

C'era una volta un re, seduto sul sofà, che disse alla sua bella, "raccontami una storia", e la storia incominciò: c'era una volta un re, seduto sul sofà, che disse alla sua bella, "raccontami una storia", e la storia incominciò: c'era una volta un re...chiamato Minosse. Era il re di Creta. Secondo alcuni fu un re saggio e giusto, tanto che alla sua morte fu piazzato direttamente alle porte degli inferi ed incaricato di giudicare le anime dei defunti.

Secondo altri invece fu un despota crudele, soprattutto nei confronti dei popoli che aveva assoggettato al suo impero. Tra questi popoli vi erano anche i poveri ateniesi, costretti ogni anno a pagare un tributo di sette ragazze e sette ragazzi, mandati a Creta a morire (si si, praticamente degli Hunger Games). Minosse ovviamente, come tutti i tiranni, era anche un pochino paranoico. Diciamo che si fidava degli altri più o meno come ci si può fidare di comprare al fantacalcio i portieri di una squadra di Zeman. Aveva costantemente paura che la sua isola fosse attaccata o invasa, e che qualcuno si intrufolasse nel suo palazzo senza un esplicito invito. Così chiese a suo padre un aiutino, un qualche espediente per difendere Creta. Ora, il padre di Minosse non era un uomo qualunque...anzi, non era un uomo: era il nostro amico Zeus. Il padre degli dèi infatti, anni prima, aveva sedotto la bella Europa prendendo le sembianze di un toro bianco, dandole tre figli. Ironia della sorte, in seguito anche una delle figlie di Minosse, Pasifae, si unì carnalmente con un grande toro bianco generando il famoso mostro mezzo uomo e mezzo bestia noto come Minotauro. Insomma che dire, il toro tira. Comunque, Minosse si rivolse a Zeus chiedendogli se per caso non avesse qualcuno da mandargli per pattugliare le coste dell'isola. Zeus gli suggerì di controllare in soffitta, dove dovevano ancora esserci i regali che aveva fatto ad Europa il giorno del loro...incontro..."Vai a vedere, dovrebbe esserci ancora una gigantesca statua di bronzo buttata da qualche parte. Portamela qui và". Minosse trovò la statua, peraltro opera di Efesto, e la portò da Zeus il quale agitando la sua bacchetta magica al suono di "salacadula magicabula bidibi-bodibi-bù" le infuse la vita. Poi disse "Questo è Talos, il gigante di bronzo. E' un sofisticatissimo automa senziente. Alta tecnologia. Proteggerà la tua isola e il tuo impero da tutti i tuoi nemici. E' invulnerabile e indistruttibile. Ha solo un unico e mortale punto debole, e si trova esattamente qu..." ma Minosse era troppo preso dall'entusiasmo per stare ad ascoltare Zeus e continuava a gridare "MA CHE FICO UN ROBOT!!! Vola, si butta daaalle steeelle giù in picchiata, se sei il nemiiiico preeega è già finita, la morte batte i denti c'è Mazzinga...roboooot Mazzinga...".

Talos così prese servizio. Ogni giorno si faceva il giro dell'isola per tre volte, pattugliando il perimetro. Come scorgeva una nave all'orizzonte che si avvicinava troppo, sollevava enormi massi e li lanciava fortissimo in quella direzione. Se non affondava la nave quantomeno faceva intuire all'equipaggio di non essere esattamente i benvenuti. Minosse era entusiasta del suo nuovo giocattolo e ringraziava in continuazione Zeus, il quale dal canto suo rispondeva: "Ma prego, figurati figliolo, sono contento che funzioni bene. Solo mi raccomando ricordati del punto debole, che poi sta proprio q..." ma Minosse come al solito "Odia gli stuuupidi, aiuta i deeeboli, dagli invasooori ci difenderàaa, tutto disiiintegra quando gli giiirano, le lame boooomeeeeraaaang!".

Talos era un guardiano insuperabile, Creta era ormai una fortezza inespugnabile. Un giorno un equipaggio di marinai provenienti dalla Sardegna, tentò l'approdo. Talos, che evidentemente era in una di quelle giornate in cui non ci potevi scendere a patti, lasciò che i sardi mettessero piede sulla terraferma; gettò il suo corpo di metallo sul fuoco, fino a diventare rovente, dopodichè si lanciò addosso ai malcapitati e li strinse in un terribile abbraccio mortale. Si narra che i marinai sardi però, in quanto marinai, e soprattutto in quanto sardi, fossero talmente sprezzanti della morte che andarono incontro a quella orribile fine col sorriso, un ghigno beffardo sul volto. Da qui nasce il termine "riso sardonico".

Zeus insisteva con Minosse "Sono felice che tu sia così soddisfatto del mio dono, però non ti dimenticare che ha un punto deb..." e Minosse "Corri ragazzo laggiùuu, vola tra lampi di bluuu, corri in aiuto di tutta la gente, dell'umanitàaaaa...".

Talos se la comandava alla grande. Poi però, una mattina, all'orizzonte, comparve una nave in avvicinamento. E non era una nave qualunque. Era una nave così importante da meritarsi addirittura l'assegnazione non di una, ma di ben tre costellazioni (visibili però solo nell'emisfero australe). Era la nave più famosa della Grecia. Era la nave Argo. E il suo equipaggio, di conseguenza, erano i mitici Argonauti. Ora, la spedizione degli Argonauti è una delle avventure più belle di tutta la mitologia greca; mette insieme nella stessa squadra una serie di grandissimi eroi come Giasone, Eracle, i gemelli Castore e Polluce, Peleo, la strega Medea...praticamente gli Avengers dell'epoca. 

Lo scontro con Talos nel film "Gli Argonauti" del 1963. E' ora che Hollywood metta in cantiere un bel remake. (fonte: horrorcultfilms.co.uk)

Capite bene che questi, con tutto il rispetto per i marinai sardi, sono tutta un'altra cosa. E infatti respinsero gli attacchi di Talos perchè Medea, con le sue arti magiche, riuscì a metterlo in standby. Minosse si affacciò dal suo palazzo urlando "Tanto il mio robot è invincibile e invulnerabile...ha solo un unico punto debole ma non ho capito esattamente dove sta...", "Boh, sarà mica questo qui?" disse Medea, togliendo un grosso tappo che si trovava sul tallone del gigante, dal quale iniziò a defluire copiosamente la sua linfa vitale.

Così Talos smise per sempre di funzionare. Gli Argonauti si sganasciarono dalle risate e ripartirono bersagliando Minosse di gesti dell'ombrello e cori da stadio decisamente poco carini. Il re dal canto suo rimase impietrito sul suo balcone come Saruman quando gli Ent gli sfasciano Hisengard. Si rivolse a Zeus "Ma come?? Tu crei un essere così forte e robusto, così abile nel combattimento, così invincibile...e poi gli metti un punto debole mortale nel tallone? Cioè dico, NEL TALLONE?? Ma che razza di punto debole è il tallone????" Zeus rispose "Eh lo so però pure te, ogni volta che cercavo di avvertirti ti mettevi a cantare le sigle dei cartoni giapponesi! Comunque hai ragione, il tallone è un punto debole ridicolo, "il tallone di Talos",non si può sentire...sta tranquillo che ho imparato la lezione, non commetterò una seconda volta questo errore. Ho detto!".

 

Di lì a qualche anno, l'ex Argonauta Peleo, ebbe un bel figlio maschio, che chiamò Achille.

 
 

Specialist News

The terra-cotta army

L'ESERCITO DI TERRACOTTA (ITA)

“Victorious warriors
win first
and then go to war,
while defeated warriors
go to war first
and then seek to win”

Sun Zu

L'esercito di terracotta
 
 
“I guerrieri vittoriosi
prima vincono
e poi vanno in guerra,
mentre i guerrieri sconfitti
prima vanno in guerra
e poi cercano di vincere”

Sun Zu