I Ciclopi

Immaginate un paio di uomini antichi, abitanti della Sicilia quando questa era chiamata Magna Grecia. Immaginateli entrare ad esplorare una grotta. Ecco come potrebbe essere andato un dialogo fra di loro:

"Ehi guarda quante ossa...uuuh guarda questo teschio, è enorme! E cos'è questo buco in mezzo alla fronte? Penso proprio che qui vivessero degli uomini giganti con un occhio solo!"
"Scusa, la tua ipotesi mi pare un pelino azzardata non credi?"
"Ah si? Da dove vengono i fulmini?"
"Li scaglia l'onnipotente Zeus, padre degli dèi, dal Monte Olimpo..."
"E da dove viene il ruggito della montagna?"
"Dalla fucina del dio Efesto..."
"E il Sole? Da dove viene il Sole?"
"Dal carro infuocato del dio Elios che tutto vede, trainato dai suoi quattro cavalli volan...va bene mi hai convinto: e uomini giganti con un occhio solo sia!"

 

Ovviamente le ossa non appartenevano a giganti monocoli, ma ad una specie di elefante nano vissuto in Sicilia nel Pleistocene. Il palaeoloxodon mnaidriensis era infatti un simpatico elefantino la cui altezza massima non superava il metro e ottanta, cugino del più grande palaeoloxodon antiquus. Quello che, comprensibilmente, i nostri due antichi amici hanno scambiato per un occhio, è invece il foro nasale dove si attaccava la proboscide.
Secondo alcuni, sarebbe nata così una celebre figura della mitologia greca, il Ciclope.

 
Nella tradizione greca i Ciclopi sono presenti in diversi miti, non soltanto nell'Odissea. Sebbene certamente la vicenda di Odisseo contro Polifemo sia la più nota. E proprio perché è la più nota, non la racconteremo qui. In realtà la prima comparsa in ordine cronologico di questi giganti avviene infatti molto prima. Quando Zeus non era ancora il padre degli dèi. Anzi, a dire il vero Zeus non era ancora nato. E non era ancora nato nemmeno il padre di Zeus, il Titano Crono. Stiamo parlando del tempo in cui a governare il mondo era il nonno di Zeus: Urano, personificazione del Cielo. Costui si era unito carnalmente alla dea Gea, personificazione della Terra. Per inciso la dea Gea oltre ad essere la sposa di Urano, era anche sua madre. Urano e Gea generarono molti figli: gli Ecatonchiri, giganti con cento braccia; i Ciclopi, giganti con un occhio solo; i Giganti, giganti e basta. Del resto si sa che quando ci si accoppia fra parenti, la genetica va un po' a farsi friggere.
In particolare i Ciclopi erano tre e si chiamavano Arge, Sterope e Bronte.
Visto che ancora non esisteva Zeus, Arge era la rappresentazione del lampo, Sterope la rappresentazione della tempesta e Bronte la rappresentazione del tuono (e dei pistacchi).
A differenza del Polifemo descritto da Omero, questi primi Ciclopi non erano affatto esseri mostruosi, blasfemi e antropofagi. Al contrario. Erano molto intelligenti e profondi conoscitori delle tecniche di lavorazione del ferro. Erano anche degli abilissimi costruttori di mura, come quelle erette a Tirinto o a Micene: mura in opera poligonale, costituite da blocchi di pietra squadrati e tagliati, disposti ad incastro senza utilizzo di calce: le cosiddette "mura ciclopiche".
Erano quindi degli esseri superiori, tanto che lo stesso Urano avendo paura che potessero scippargli il trono, li aveva rinchiusi nella prigione del Tartaro assieme ai loro fratelli, buttando la chiave.
 
 
A sinistra il cranio di un elefante nano, a destra la raffigurazione di un ciclope. Dai su, ci può stare no?
(fonte: www.uninfonews.it)
 
Come abbiamo già avuto modo di raccontare quando abbiamo parlato della nascita dell'opale, Zeus riuscì, molto tempo dopo, a liberarli. Necessitava infatti di aiuto nella guerra contro i Titani. Gli Ecatonchiri e i Giganti si rivelarono guerrieri formidabili, e anche i tre Ciclopi contribuirono in maniera decisiva all'esito finale della guerra, forgiando per Zeus le sue famose folgori. Anni dopo, divennero anche aiutanti di Efesto, nella sua fucina all'interno dell'Etna. Dei tre in realtà, l'unico che riuscì a fare carriera fu Arge, che divenne addirittura una fidata guardia personale proprio di Zeus.
L'episodio della loro morte sembra uscito fuori dritto dritto da "Il Padrino". Zeus riceveva continuamente delle lamentele da suo fratello Ade, il signore dell'oltretomba. Questi contestava il fatto che uno dei figli di Apollo, di nome Asclepio, rischiasse col suo operato di sconvolgere l'ordine naturale del mondo. Infatti Asclepio era un medico abilissimo, venerato dagli uomini come un vero e proprio dio della medicina. Era così abile che addirittura era riuscito a trovare una cura contro la...morte. Cioè, poteva curare la morte. Cioè, nel senso "dottore dottore, mio marito sta poco bene" - "hmm, mi dica i suoi sintomi" - "eh praticamente, è morto." - "va bene, gli dia due di queste e mi richiami domattina". Naturalmente Ade, che notava una sempre minore affluenza nel suo regno, era leggermente contrariato. Zeus, pur di non dover sentire i piagnistei del fratello, disse "ghe pensi mi!" e sparò una folgore dritta contro il povero Asclepio al grido di "E mò curate da solo". Del grande medico rimasero solo le ceneri. Zeus, impietosito (quante lacrime di coccodrillo nella mitologia greca...) soffiò le ceneri in aria e le fissò nel cielo a formare quella che oggi è la costellazione di Ofiuco (deve esserci stato un errore di trascrizione sui moduli). Ma è qui che scatta la scena da Padrino. Apollo non la prende bene. Asclepio era il suo figlio prediletto, quello che gli dava le maggiori soddisfazioni. Così decide di compiere una vera e propria vendetta trasversale.
Una mattina Zeus si sveglia e...no non trova una testa di cavallo mozzata nel letto, però scopre che i suoi preziosi e fedeli alleati Sterope e Bronte sono morti, trafitti dalle frecce del dio della poesia. In quel momento Arge, il terzo Ciclope, si trova in bagno quando sente una voce alle sue spalle: "Arge...vòltati Arge...Ti saluta Febo Apollo!". E così muore anche il terzo Ciclope, e con lui la prima dinastia di questi giganti monocoli dai modi gentili e di grande intelletto, molto prima che Omero li trasformasse in zotici pastori mangia-uomini. E si, è vero, l'ultima citazione non era del Padrino, ma di Johnny Stecchino. Del resto, anche all'epoca uno dei più grandi problemi dell' Olimpo era...il traffico.
 
Keywords: Ciclopi, elefante nano, Zeus.

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L'ESERCITO DI TERRACOTTA (ITA)

“Victorious warriors
win first
and then go to war,
while defeated warriors
go to war first
and then seek to win”

Sun Zu

L'esercito di terracotta
 
 
“I guerrieri vittoriosi
prima vincono
e poi vanno in guerra,
mentre i guerrieri sconfitti
prima vanno in guerra
e poi cercano di vincere”

Sun Zu