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Il cratere La Fossa, Isola di Vulcano.
Interessi:  attività fumarolica, depositi vulcanici, mineralizzazioni di zolfo 
Difficoltà:  T
Lunghezza:  2.5 Km
Durata:  1 h
Periodo consigliato: tutte le stagioni se il meteo lo consente. In estate o in giornate particolarmente calde ricordarsi di portare con sé il necessario per idratarsi e proteggersi dal sole.
Bibliografia consigliata: "Guida ai vulcani e alla natura delle Isole Eolie" di Calanchi N., Lo Cascio P., Lucchi F., Rossi P.L., Tranne C.A.
“Vulcano, Tre secoli di mineralogia” di Campostrini I., Demartin F., Gramaccioli C.M., Russo M.  Associazione Micro-mineralogica Italiana.

Classificazione delle nubi (parte 1)

Principali criteri utilizzati per classificare le nubi:

Le nubi, indipendentemente dal processo specifico che le origina, vengono distinte in base all’intervallo di quote che occupano nella troposfera e al rapporto tra le loro dimensioni orizzontali e verticali.
La troposfera, alle medie latitudini (30°-60° N e S), viene suddivisa grossomodo in tre intervalli altitudinali:  

1) regione inferiore, che si estende dal suolo fino ai 2 km di quota;
2) regione media, dai 2 ai 7 km;
3) regione superiore, dai 7 ai 13 km.

Quindi le nubi, in base alla quota alla quale si sviluppano, vengono dette basse nella regione inferiore della troposfera, medie nella regione media e alte nella regione superiore.

A seconda del rapporto tra dimensioni orizzontali e verticali invece le nubi si differenziano in:

-        Nubi cumuliformi: le dimensioni verticali sono paragonabili a quelle orizzontali. Diversi sono i processi termici e/o dinamici che ne favoriscono la formazione, come il sollevamento convettivo dato dalla forte instabilità atmosferica caratterizzata da un elevato gradiente termico verticale, amplificato dal forte riscaldamento degli strati d’aria prossimi al suolo. In questo caso la nube cumuliforme detta cumulonembo (nube temporalesca) può arrivare ad occupare quasi completamente la colonna troposferica. Non a caso si parla di nubi a forte sviluppo verticale. Un altro processo che incentiva la formazione di nubi cumuliformi è il sollevamento forzato (o orografico) causato da una catena montuosa che costringe le masse d’aria a salire rapidamente di quota provocandone così la loro condensazione sui versanti sopravvento. Altro sistema in grado di dare origine a nubi cumuliformi è il sollevamento frontale indotto da un fronte freddo, cioè dall’avanzare di aria relativamente fredda e quindi pesante che andrà a sollevare violentemente l’aria più calda e leggera preesistente la quale condenserà in nubi cumuliformi;

-        Nubi stratiformi: le loro dimensioni orizzontali sono nettamente superiori rispetto allo spessore verticale. Hanno un aspetto uniforme in quanto si sviluppano in un’atmosfera caratterizzata da un basso gradiente termico e quindi in assenza di moti convettivi. Si formano solitamente per effetto del raffreddamento isobarico di uno strato d’aria al di sotto del punto di saturazione, per avvezione (trasporto orizzontale) di aria più calda al di sopra di una massa d’aria più fredda, in altre parole durante il passaggio di un fronte caldo o per lenta risalita di aria dal suolo al di sopra di una massa d’aria più fredda.

-        Nubi stratocumuliformi: mostrano uno sviluppo orizzontale prevalente rispetto a quello verticale ma diversamente dalle formazioni stratiformi hanno un aspetto irregolare nella loro porzione superiore analogamentealle nubi cumuliformi.

A differenza delle prime due che possono occupare tutti e tre gli strati troposferici sopra citati, le nubi stratocumuliformi non le troveremo mai nello strato superiore per cui possono essere esclusivamente basse o medie. Le precipitazioni più intense sono generalmente associate ai cumulonembi mentre gli altri due nembotipi producono deboli o moderate precipitazioni e mai grandinigene.

Oltre ai criteri descritti fin qui i nefologi considerano in particolar modo la morfologia dei corpi nuvolosi. Da ciò ne consegue che le nubi oltre ad essere classificate in alte, medie e basse vengono suddivise in dieci generi. Ogni genere presenta inoltre una o più specie di nubi. Qui di seguito è riportata una tabella che raccoglie tutti i generi di nubi.

Tabella con i dieci generi di nubi suddivisi in base alla loro morfologia. Manuale di meteorologia.