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Il cratere La Fossa, Isola di Vulcano.
Interessi:  attività fumarolica, depositi vulcanici, mineralizzazioni di zolfo 
Difficoltà:  T
Lunghezza:  2.5 Km
Durata:  1 h
Periodo consigliato: tutte le stagioni se il meteo lo consente. In estate o in giornate particolarmente calde ricordarsi di portare con sé il necessario per idratarsi e proteggersi dal sole.
Bibliografia consigliata: "Guida ai vulcani e alla natura delle Isole Eolie" di Calanchi N., Lo Cascio P., Lucchi F., Rossi P.L., Tranne C.A.
“Vulcano, Tre secoli di mineralogia” di Campostrini I., Demartin F., Gramaccioli C.M., Russo M.  Associazione Micro-mineralogica Italiana.

Avventure a caccia di temporali nelle grandi pianure americane

Lo storm chasing (caccia ai temporali) consiste nel prevedere, attraverso l’analisi dei modelli fisico-matematici, l’eventuale area di sviluppo delle celle temporalesche e l’intensità dei fenomeni ad esse associati. Una volta individuata l’area caratterizzata dal maggior grado di instabilità convettiva (target zone) la si raggiunge e si attende la nascita dei primi cumulonembi e quindi dell’acuirsi dei fenomeni. Il tutto viene in genere documentato attraverso foto e video che testimoniano il tipo, l’intensità e la spettacolarità dei fenomeni ai quali si è assistito.

Importante è anche il ruolo sociale svolto da alcuni chasers/spotters, in quanto segnalano in tempo reale la presenza di un tornado al suolo al NWS (Servizio Meteorologico Nazionale) il quale agisce immediatamente allertando la popolazione interessata. Negli anni l’applicazione di questo sistema di allarme ha senza dubbio salvato migliaia di vite umane. 

La maggior parte dei chasers sono degli appassionati che svolgono quest’attività come hobby. Ogni primavera, oltre ai molti cacciatori nordamericani, diversi gruppi di chasers europei si recano negli Usa per trascorrere almeno una decina di giorni nelle Great Plains a caccia di temporali. Il midwest e le pianure centrali sono in assoluto le aree dove la frontogenesi delle medie latitudini si esprime al meglio. Qui infatti masse d’aria di origine completamente differente, quella continentale fredda canadese e quella marittima caldo-umida proveniente dal Golfo del Messico, si scontrano dando origine a sistemi temporaleschi estesi, duraturi e molto intensi. Da questi si sviluppano molto spesso supercelle e queste, in presenza di particolari condizioni possono dar luogo a tornadoes. Giusto per dare un’idea, non sono rare giornate primaverili caratterizzate da outbreaks temporaleschi in grado di produrre oltre 30 tornadoes nel giro di 6-8 ore. La scorsa primavera io in compagnia di un gruppo di miei amici esperti ed appassionati ci siamo avventurati per il secondo anno consecutivo in questo adrenalinico viaggio durato dal 17 al 28 maggio. Nel video che segue (Eng sottotitolato in Ita) vengono descritti gli aspetti principali riguardanti la lettura delle carte meteorologiche e la scelta del target di quel giorno e successivamente le prime fasi di caccia alla cella temporalesca che ha dato origine poco dopo ad un tornado EF3, il tornado EF3 di Canadian, Texas.