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Il cratere La Fossa, Isola di Vulcano.
Interessi:  attività fumarolica, depositi vulcanici, mineralizzazioni di zolfo 
Difficoltà:  T
Lunghezza:  2.5 Km
Durata:  1 h
Periodo consigliato: tutte le stagioni se il meteo lo consente. In estate o in giornate particolarmente calde ricordarsi di portare con sé il necessario per idratarsi e proteggersi dal sole.
Bibliografia consigliata: "Guida ai vulcani e alla natura delle Isole Eolie" di Calanchi N., Lo Cascio P., Lucchi F., Rossi P.L., Tranne C.A.
“Vulcano, Tre secoli di mineralogia” di Campostrini I., Demartin F., Gramaccioli C.M., Russo M.  Associazione Micro-mineralogica Italiana.

Trasformazioni adiabatiche in atmosfera

L’atmosfera può essere considerata con buona approssimazione adiabatica. Ciò sta a significare che i principali processi fisici che si verificano all’interno di essa seguono generalmente un gradiente adiabatico.

La precisa definizione di trasformazione adiabatica è la seguente: è una trasformazione termodinamica in generale irreversibile e non quasi-statica, nel corso della quale un sistema fisico non scambia nettamente calore con l’ambiente, anche se lo cede e lo riprende ciclicamente in coppie di trasformazioni elementari. 

Per chi non ha molta dimestichezza con la Termodinamica quest’altra definizione apparirà certamente più chiara: le trasformazioni adiabatiche sono trasformazioni termodinamiche che avvengono senza scambi di calore con l’ambiente. L’aria infatti risulta un pessimo conduttore di calore.

Una delle principali peculiarità che tali trasformazioni dello stato fisico impartiscono all’aria è rappresentato dalla variazione di temperatura e di umidità o più in generale della sua densità su di una regione geografica più o meno estesa. Ciò avviene per esempio in presenza di una catena montuosa che funge da ostacolo nei confronti della massa d’aria che sarà costretta a scavalcare. Nel superamento della catena però l’aria subirà delle variazioni termiche e igrometriche e come risultato la stessa massa d’aria possiederà valori di temperatura e di umidità anche molto diversi tra i due versanti sopravento e sottovento. L’effetto Stau e Fohn su Alpi e Appennini derivano proprio da questo processo. Nel video che segue viene spiegato il tutto in maniera abbastanza dettagliata e inoltre vengono discusse le implicazioni climatiche a più ampia scala, prendendo come esempio i deserti di Atacama e Namib.